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Cardiopatia. I racconti di Patrizia e di Salvatore

From: "Patrizia"
To: [email protected]
Subject: Per Debora: cardiopatia e intervento al cuore
Date: Thu, 4 Sep 2003

Ciao Debora,
sono la mamma di un'altro Luca, solo un pò più grande del tuo.
Anche il mio Luca è stato operato di DIV all'età di 2 anni e mezzo perché, essendo sufficientemente compensato dalla terapia farmacologia (cardiotonico e diuretico), il cardiologo che lo segue da quando aveva un mese di vita ha preferito aspettare che raggiungesse un peso di 8/10 chili.
Luca cresceva poco, mangiava poco, ma aveva un bel colorito roseo, senza cianosi, solo la pelle molto chiara.

Il giorno successivo al ricovero presso l'ospedale Bambino Gesù di Roma io ed il padre lo abbiamo accompagnato, ancora cosciente, fino alla porta dell'ascensore che lo ha condotto alla sala operatoria. Dopo 4 ore di ansiosa attesa il chirurgo è venuto nella sala di attesa per comunicarci che l'intervento era perfettamente riuscito e Luca stava bene.
Subito dopo l'intervento ci hanno fatto entrare nella sala della terapia intensiva. Era lì, addormentato, con la maschera dell'ossigeno sul viso, la flebo, i drenaggi, il monitoraggio. Respirava tranquillo e non aveva perso il colorito roseo. Sembrava un angioletto. Siamo rimasti con lui solo 5 minuti.

Il giorno dopo l'intervento è stato il più brutto per me. Sono andata in terapia intensiva all'ora stabilita insieme a mia sorella. Luca era sveglio, senza maschera di ossigeno, e mi ha guardata con uno sguardo accusatorio, forse non mi perdonava di averlo lasciato solo in quella stanza piena di luce bloccato al letto e con tutti quei fili nel suo corpo. Poi si è voltato verso mia sorella e per i restanti pochi minuti della visita mi ha ignorata. Il fatto di essere stato operato ad un'età abbastanza avanzata ha reso Luca consapevole di quello che gli è accaduto.
Infatti, nei primi anni dopo l'intervento aveva paura dei camici verdi da sala operatoria e tutt'ora è terrorizzato dagli aghi ed ogni prelievo è un dramma. E quando è nata la sorella 2 anni dopo il suo intervento ha avuto paura ad avvicinarsi al mio letto perché mi ha visto con la flebo al braccio.

Dopo l'intervento è come rinato. Come primo effetto immediato ha acquistato una maggiore forza che gli ha consentito di muoversi autonomamente. Luca ha iniziato a camminare da solo intorno ai 20 mesi, ma era insicuro e cercava spesso un appoggio. Nei primi giorni dopo l'intervento, tornato in reparto (è stato dimesso dopo 8 giorni dall'intervento) ha ricominciato a trotterellare più fermo sulle sue gambe.
E ha cominciato a mangiare di più, al punto che ora lo dobbiamo tenere a dieta perché un po' in soprappeso.
Ogni anno ripetiamo i controlli cardiologici ed il cardiologo è molto soddisfatto per come è riuscito l'intervento. Luca ha subito sospeso l'assunzione dei farmaci, non più necessari. Può svolgere una normale attività sportiva come la maggior parte dei suoi coetanei (l'agonismo non rientra comunque tra i nostri e i suoi progetti, essendo lui abbastanza sedentario).
È anche diventato più resistente alle malattie, sicuramente anche perché crescendo le sue difese immunitarie sono maggiori. Di fatto lo scorso inverno ha avuto solo qualche raffreddore. Il miglioramento a livello respiratorio si è avuto anche grazie all'intervento di asportazione delle adenoidi fatto a 5 anni.

Oggi Luca è un "ragazzo" (come dice lui) di 10 anni e si appresta a frequentare l'ultimo anno della scuola elementare. È ben inserito nella sua classe e nella scuola, anche grazie al suo carattere fondamentalmente buono e socievole, nonostante le opposizioni tipiche dell'età. È vivace ed ha una buona predisposizione alla comunicazione ed una soddisfacente competenza linguistica sia per quanto riguarda l'aspetto fonetico che per la ricchezza del vocabolario. Zoppica ancora nella lettura e nella scrittura, anche se sta migliorando.

Patrizia

From: "Salvatore"
To: <[email protected]>
Subject: Alla Mamma di Luca
Date: Fri, 14 Feb 2003

Sono il papà di Gianluca, operato nel Maggio del 1995 al cuore per un DIV+DIA, al Bambino Gesù di Roma. Voglio rassicurare la Mamma di Luca, sul futuro intervento.
Il cardiochiururgo che operò Gianluca, ed il medico cardiologo che eseguiva le eco al cuore hanno fatto un super lavoro. Certo la degenza è stata un po' lungo. Gianluca tutt'ora viene controllato, ma l'intervento era proprio necessario.
Spero di esserle stata di aiuto
Salvatore