Mio figlio ha quasi diciassette anni

A: [email protected]
Da: La mamma di Paolo
Data: 24 May 2004
subject: Richiesta di contatti con altre famiglie

Scrivo qui perchè il messaggio che avevo inviato tramite "postaperte" mi è ritornato indietro. Sono fiduciosa nella continuità di questa iniziativa sperando che riuscirete a risolvere tutti i problemi che riguardano l'iscrizione al gruppo. Incollo quindi la mia e-mail spedita a postaperte, solo con l'intenzione di farla leggere e avvertire del disguido.
Un caro saluto.

"Si è vero, per alcuni giorni ho avuto la posta elettronica carica di e-mail di postaperte, ma la cosa non mi è dispiaciuta più di tanto perché ho visto che delle splendide persone stanno lavorando per noi. Vorrei avere delle competenze per aiutarvi ma penso proprio che mi limiterò a scambiare esperienze ed opinioni.

Sono interessata a tutte le notizie che riguardano la sindrome perché quelle che non sono di stretto interesse per mio figlio, lo sono senz'altro per le famiglie che conosco e che spero sempre di coinvolgere nei vari progetti.

Ho letto del papà che spera di poter essere utile: ha descritto con estrema semplicità quello che è l'aspetto esistenziale di un qualsiasi ragazzo o ragazza Down durante l'adolescenza e oltre, è proprio così anche per mio figlio che ha quasi diciassette anni e frequenta una scuola superiore.

Spero che prossimamente, terminati gli impegni scolastici, potrò raccontare meglio la sua storia.

Internet ci permette ora di conoscere molte cose che solo fino a dieci anni fa per me era impensabile e mi rammarico di non aver avuto allora le conoscenze necessarie per dare un contributo maggiore allo sviluppo di mio figlio. Se potessi ricominciare!

Spesso qualcuno ci illude di aver trovato il rimedio per risolvere i nostri problemi e ci vengono illustrati metodi per migliorare il linguaggio, per sviluppare l'intelligenza, per migliorare l'aspetto fisico, ecc., talvolta sono metodi costosi e impegnativi che finiscono per mettere KO la famiglia.

Condivido quindi il vostro modo di operare: dare informazione senza dare false illusioni.

Per mia esperienza posso dire che l'attenzione continua a cogliere tutti i segnali che nostro figlio ci manda, imparando ad osservarli ed interpretarli, è il modo migliore per dire a nostro figlio che gli siamo vicino e che vogliamo aiutarlo, senza farlo sentire un malato cronico da curare.
Sono d'accordo anche io per una partecipazione attiva al gruppo e per la pubblicazione nell'area narrativa del sito delle e-mail che contengono esperienze di vita vissuta e do pure il consenso a divulgare le e-mail che spedirò.

Un caro saluto a tutti
La mamma di Paolo