Per la mamma di Anna, e per tutti i genitori di bimbi piccoli

From: "Daniela"
To: <[email protected]>
Subject: Risposta per la mamma di Anna
Date: Sat, 29 May 2004 23:27:04 +0200

Sono Daniela e ho letto solo oggi la lettera della mamma di Anna sul vostro sito.
Spero che nel frattempo abbia fatto la cosa più giusta e cioè cambiare neuropsichiatra.
Non sempre è necessario far seguire i nostri figli da questo tipo di figure, a volte è più determinante il lavoro svolto dalla logopedista, dalla psicomotricista e

dai genitori che sono i migliori riabilitatori che esistano.

La neuropsichiatra che segue sua figlia, parla così perchè è "ignorante" nel senso che non conosce bene il problema, o meglio forse sa benisssimo la teoria ma le assicuro che è lei che potrebbe insegnarle qualcosa per quanto riguarda la riabilitazione.

Intanto vorrei dirle che, per quanto mi permette la mia esperienza di madre, lei fa benissimo a stimolarla facendole toccare quante più cose può, facendola stare, quando non dorme, nello stesso ambiente in cui vivete voi ( ad esempio in cucina dove imparerà a riconoscere gli odori e i rumori tipici).

Può inoltre appendere sulla sua culla oggetti colorati e sonori in modo che Anna sia invogliata a toccarli, oppure porli di lato alla culla , in modo che sarà stimolata a girarsi dalla parte dei giochi.

Soprattutto potrà parlarle mentre la cambia, dicendo semplicemente cosa sta facendo, accompagnando le parole con espressione in modo da comunicare tranquillità.

La mia bambina ha 13 anni e quando l'ho portata la prima volta al Cepim di Genova, mi ricordo che parlandomi della riabilitazione mi dicevano queste cose e io, che avevo pensato a chissà quali diavolerie era necessario fare, mi ricordo di essere rimasta sorpresa perchè queste cose io le facevo già perchè mi venivano spontanee, le avevo già fatte con gli altri figli.

Una cosa sopra tutte è, secondo me importante, e cioè quando si ha qualche dubbio su come comportarsi, si deve fare quello che faremmo con gli altri figli.

A volte occorre solo un pò di buonsenso alla faccia di tutte le teorie che a volte sono elaborate da chi non vive il "problema".

Mia figlia ha parlato con un lieve ritardo rispetto ai fratelli e quando incontra una parola che non conosce me ne chiede il significato.
Ha avuto una balbuzie che hanno definito fisiologica, all'età di 4 anni e ogni volta che si preoccupa per qualcosa, torna fuori.
Non so se questo disturbo può essere stato causato da una eccessiva stimolazione (sia ben chiaro non ACCANIMENTO).
Le maestre dell'asilo mi dicevano che succede a tantissimi bambini e comunque la cosa è andata avanti per circa 2 anni.
Per quanto riguarda la lassità questa neuropsichiatra, invece di evidenziare il problema in maniera inadeguata, si sarebbe dovuta preoccupare di proporvene la soluzione.
Io non cosa riesce a fare Anna, a me avevano fatto organizzare uno spazio a terra, con un tappeto o altro su cui giocare proponendo diverse attività di movimento.

Io al Cepim mi sono trovata bene perchè mi consigliavano cosa fare in maniera semplice, chiara e con esempi pratici.
Spero che le mie parole possano ridare fiducia a questa mamma che deve pensare che ci sono in realtà delle difficoltà ma che si possono superare e quando un pò ci si scoraggia bisogna pensare alle cose che i nostri figli riescono a fare.
Coraggio
Daniela