Un sacco di sole
di Erika Colla, 4 Marzo 2004

Alessandra è nata l'8 maggio, c'era un sacco di sole.
Io ero a scuola, facevo la quinta elementare, la nonna mi telefona a scuola e mi dice che è nata la sorellina nuova..ho ancora l'immagine di me nell'ufficio della direttrice mentre con la cornetta grigia in mano fisso il telefono a rotella e non so perchè chiedo la cosa che mi sta più a cuore: nonna è normale?
Non ricordo la risposta di mia nonna, non ricordo se c'è stata, non ricordo perchè ho fatto quella domanda.
Ricordo solo che durante la gravidanza di mia madre ero preoccupata che la mia sorellina non fosse normale...forse perchè era l'anno di Cernobyl e si parlava delle possibili conseguenze, forse perchè si iniziava a parlare di esami prenatali ed io captavo pezzi di discorsi in casa... Arrivo a casa e trovo mia nonna, mio nonno e Francesca (l'altra mia sorella)...e un'atmosfera strana..mia nonna è preoccupata, sorride ma con un sorriso tirato, mio nonno non parla...mio padre non telefona...
Arriva la sera e mio padre arriva a casa, io e mia sorella eravamo davanti al computer a giocare, mio padre piange, non l'avevo mai visto piangere..perchè piangi papà? perché è nata la sorellina nuova e sono contento..ma qualcosa non andava, disagio...è bella papà? sta bene?...sì sì, tutto bene... e quelle lacrime così strane per me...
Poi il battesimo in ospedale,quelle facce tirate di tutta la famiglia, fotografie che guardarle adesso mettono ancora ansia, gli occhi di mio nonno paterno al cielo come a chiedere perchè…e Alessandra lì, in braccio a mia madre che dormiva tranquilla… ricordo che portarla a casa dall'ospedale di Codogno è stata un'impresa, mio padre non era convinto,la famiglia di mio padre pure...ricordo la fretta della mia nonna materna e della mia zia materna di mettere il cestone con dentro Ale sul sedile posteriore della macchina…e poi via a casa a Piacenza…
Ricordo che mia madre spesso piangeva, ricordo mio padre che arrivava a casa e non guardava neanche nella culla, ricordo vagamente un discorso che mia madre mi fece in bagno piangendo dicendomi che la sorellina nuova aveva dei problemi, che non sarebbe mai cresciuta come noi e che dovevamo starle più vicino, portarla da molti dottori,proteggerla e curarla; ricordo il mio disagio... Mi spiegò come cambiarla, come darle il latte, come sentire se la temperatura del latte andava bene versandone una goccia sul polso, come farle fare il ruttino…
Poi andò via di casa per qualche giorno…
Io avevo dieci anni, sapevo che era andata via perchè mio padre non voleva l'Ale, sapevo che forse non sarebbe tornata se mio padre non fosse cambiato, sapevo che dovevo curare Alessandra insieme a mia nonna e a quello zuccone di mio padre..perchè nella mia testa mio padre era solo uno zuccone!!
Come faceva a non volere bene ad Alessandra, così piccolina, carina, con gli occhietti a mandorla che sembravano sorridere? A me non sembrava che avesse tanti problemi, mangiava,dormiva, faceva la cacca più puzzolente del mondo come faceva anche l'altra mia sorella, ruttava alla grande dopo aver mangiato e ogni tanto piangeva…
Comunque ero una bambina, mia madre mi aveva detto di curare l'Ale ed io non volevo deluderla, non volevo farla star male di più… Mi trovavo in mezzo a quella situazione strana dove era come se tutti cercassero di fare poco rumore... Frasi sussurrate, pochi sorrisi, sguardi sfuggenti per mascherare qualcosa,telefonate a bassa voce… poco rumore…e tensione…
Mi ricordo ancora affacciata alla finestra della camera dei miei senza farmi vedere per origliare un discorso in giardino tra mio padre e mio zio..mia nonna mi aveva detto che era venuto per farlo ragionare...capivo ma ero troppo impegnata a fare la mamma di questa sorellina che, come mi avevano spiegato, per me era solo una creaturina che doveva essere più protetta degli altri e a cui volevo un sacco di bene.
Poi mia madre è tornata, mio padre ha iniziato a guardare nella culla e a salutare Alessandra quando tornava a casa dal lavoro, poi ha iniziato a tenerla in braccio, poi ha iniziato anche lui ad andare con mia madre dai vari specialisti e ad informarsi su cosa fosse questa misteriosa trisomia21...
Sono passati quasi 18 anni...
Oggi mio padre dice che Alessandra è il nostro angelo.
Erica

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