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Cronaca di una esperienza per l'autonomia residenziale a Firenze   Maggio 2005

 

Progetto per l'autonomia residenziale di un gruppo di persone disabili

Associazione Orizzonti ONLUS
Grassina Via San Michele 1 (c/o Circolo Acli)

Nel 1999, al Circolo Acli di Grassina, con il patrocinio della Fratellanza Popolare e la collaborazione dei servizi sociali del Comune di Bagno a Ripoli, ha avuto inizio l'esperienza di un laboratorio teatrale d'improvvisazione (diretto da Andrea Haemmerle).
Il laboratorio, tuttora in attività, ha interessato in questo arco di tempo circa 25 persone, la maggior parte diversamente abili.
Da parte delle famiglie e del volontariato è partita una riflessione sulla situazione che si sarebbe venuta a creare, per alcune persone disabili, quando fossero venuti a mancare i genitori. Si pensò così di dar vita ad un Associazione che avesse come fine la nascita di una casa famiglia nel territorio di Bagno a Ripoli.
Successivamente il 29 gennaio 2002 l'Associazione prese vita ufficialmente davanti al notaio Piccinini. Fondatori: familiari, soci delle Acli, cittadini. I soci continuarono ad incontrarsi mentre la frequentazione dei ragazzi, non limitata al solo teatro, si estendeva a serate passate assieme, incontri domenicali, vacanze.

La "Casa per le autonomie"

Nel giugno 2004 a Grassina si è avuta l'occasione di un appartamento piuttosto grande. Un gruppo di soci ha deciso di prenderlo in affitto per tentare un'esperienza di vita autonoma per alcuni ragazzi.
Il progetto, che ha preso l'avvio ai primi di settembre, riguarda un percorso di autonomia per sette persone con disabilità di tipo intellettivo. Nei fine settimana (venerdì-sabato; sabato-domenica) vivono nell'appartamento, assieme ad una coppia di volontari adulti (che varia di volta in volta) e con il supporto di uno psicologo.

Caratteristiche

Il progetto assume come punto centrale lo sviluppo delle autonomie e nello stesso tempo previene gli aspetti traumatici della separazione delle persone disabili dal proprio nucleo familiare e dal territorio.
Rispetto ad altri progetti d'autonomia abitativa che rimangono episodici, questo si caratterizza per la continuità. I ragazzi vivranno nell'appartamento quasi tutti i fine settimana, per almeno un anno, consolidandosi sia come gruppo che come presenza nel territorio, rendendo "normale" l'esperienza della separazione dalla famiglia.
Abbiamo pertanto pensato di strutturare il progetto in modo che questa separazione avvenga gradualmente e non venga percepita (dal disabile stesso e dalla famiglia) in maniera definitiva ma acquisti il valore di crescita personale.
L'ubicazione dell'appartamento è ideale in quanto: a) permette ai ragazzi di continuare a vivere nella propria realtà territoriale; b) è inserito in un condominio; c) permette un'azione di sensibilizzazione costante e morbida verso la cittadinanza
L'obbiettivo di costituire una casa famiglia rimane naturalmente sempre presente. L'esperienza sarà di aiuto ad aumentare il consenso, la solidarietà e la collaborazione di cittadini ed istituzioni.

L'esperienza concreta

Ha avuto inizio il mese di settembre 2004. Da quel momento l'appartamento è stato preso in affitto e i ragazzi hanno cominciato a lavorare per sistemarlo, arredarlo e renderlo pronto per essere abitato.
Da allora a tutto aprile 2005 la casa ha visto in tutti i fine settimana, escluse le Festività ma compreso l'ultimo dell'anno e la fine del Carnevale, la presenza dei ragazzi e dei volontari per oltre 30 volte.
Difficilmente è mancato qualcuno e il posto "vacante" è stato di volta in volta occupato da altre due persone disabili che girano nell'esperienza del Teatro Insuperabili.
Di ogni week end si è tenuto un diario e il dottor Lorenzo Franchi, psicologo, ha predisposto delle schede personali, al fine di valutare il grado di abilità nelle diverse autonomie di ogni persona. Con lo stesso sono stati tenuti incontri periodici con i ragazzi, i volontari e le famiglie. Le coppie di volontari sono cinque.
In questo breve tempo abbiamo visto aumentare la coscienza dell'essere adulto e dell'importanza dell'autonomia sia nei ragazzi che nelle famiglie, la cittadinanza ha recepito l'importanza e assieme la normalità dell'esperienza.

L'affitto è stato pagato fin dall'inizio, e continuerà così per tutta la durata dell'esperimento, dai familiari (€ 700 mensili per almeno 12 mesi). Sono state anche reperite le risorse per l'arredo per la casa (materassi, alcuni mobili, luci ecc.) per un valore di circa € 2000).

Pier Luigi Matteini e sua figlia Sara
Presidente Associazione Trisomia 21 ONLUS- Firenze

Vedere anche i documenti:
L'autonomia ed oltre
Notizie da Firenze


 
 
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